Parliamo di quelle persone che manifestano dolore cervicale e vertigini. Semplice? Tutt’altro, perchè il rischio di fare un minestrone è dietro l’angolo. Cominciamo dal distinguere le cose:
- dolore cervicale: sensazione di dolore al collo, talvolta con ridotta mobilità e rigidità/tensione muscolare
- vertigine: sensazione illusoria di movimento del proprio corpo (soggettive) e dell’ambiente (oggettive)
- dizziness: sensazione di instabilità, di disequilibrio (imbalance) transitoria, di disorientamento spaziale
Questi sintomi si possono presentare singolarmente, oppure assieme; non necessariamente sono uno la conseguenza dell’altro. Quando un individuo presenta dizziness (o vertigine) che viene aggravata dai movimenti del collo si deduce che la regione cervicale sia la responsabile: è un grave bias, un errore. Sarebbe come pensare che una persona che ha un infarto al cuore con fiato corto e che fa una rampa di scale che peggiorano il sintomo respiratorio/cardiaco, il responsabile sia il movimento degli arti inferiori.
Il corpo umano, splendidamente collegato in una rete (nerwork) di strutture e di segnali nervosi, ha la incredibile capacità di fare processi compartimentati, come dire ‘isolare’ i sintomi ad una struttura soltanto; per esempio puoi fare una distorsione di caviglia senza avere male al ginocchio, vero?
In uno studio del 2025 di revisione sistemica e meta-analisi (cioè studi che prendono ciò che è pubblicato in letteratura e ne valutano la bontà e traggono le conclusioni) vengono citati alcuni autori che cercano di descrivere i possibili meccanismi dietro alla faccenda (ipotesi somato-sensoriale): è stato suggerito che la colonna cervicale superiore sia coinvolta a causa del suo importante contributo alle informazioni propriocettive dei nuclei vestibolari (per rimanere semplici, immagina una rete di collegamento tra orecchio interno, occhio, sistema nervoso centrale e muscoli di schiena). La conclusione dello studio è che la terapia manuale locale ha risultati migliori nel migliorare l’impatto e l’intensità della dizziness rispetto al trattamento di terapia manuale globale MA il livello di evidenza è stato declassato a molto basso a causa dei bias riscontrati negli studi inclusi.
In un ulteriore studio la Bàràny Society (fondata nel 1960, è una società interdisciplinare internazionale che facilita i contatti tra scienziati e clinici coinvolti nella ricerca vestibolare) pone diversi quesiti:
- mancano prove a sostegno di un collegamento meccanicistico tra una sensazione illusoria di dizziness e patologie del collo e/o sintomi di dolore al collo, che colpiscano le vertebre cervicali, le strutture dei tessuti molli o le radici nervose cervicali.
- poiché il movimento della testa aggrava i sintomi in quasi tutte le patologie vestibolari, il riscontro comune di un aumento della tensione muscolare del collo nei pazienti con patologie vestibolari può essere collegato alla riduzione dei movimenti della testa. In altre parole, il sistema corpo trova vantaggio nel ridurre i movimenti della testa, con un aumento della ‘tensione’ muscolare, per ridurre il disagio del disequilibrio/instabilità.
- l’ipotesi somato-sensoriale dovrebbe prevedere che la maggior parte dei pazienti con grave radicolopatia cervicale o distonia cervicale soffra di vertigini e che il grado di vertigini sia correlato all’entità del deficit propriocettivo cervicale misurato. Nella realtà non è così: i deficit propriocettivi correlati potrebbero non causare dizziness a causa della plasticità adattativa dei circuiti vestibolari.
- un’ulteriore complicazione negli esseri umani è la potente influenza degli effetti top-down che possono indurre non solo sensazioni illusorie di vertigine, ma anche un nistagmo in assenza di qualsiasi attivazione vestibolare periferica o di qualsiasi movimento effettivo della testa o del corpo per semplice “suggestione”. In altre parole, aspetti cognitivi possono dare vertigini, dizziness o nistagmo (rapido movimento oculare involontario) senza attivazione vestibolare. Pazzesco, no?
In conclusione: ne sappiamo ancora ben poco. Rimaniamo sobri, escludiamo disturbi seri alla base dei sintomi (con approfondimenti dello specialista otorino, neurologo e cardiologo). E qualora nulla di grave emerga, perchè non dare un’occhiata al perchè il corpo da questi sintomi? Le leggi biologiche non hanno precisione nel descrivere quali meccanismi neurologici siano alla base di queste manifestazioni, ma collegano magnificamente il sintomo al tenore emotivo che lo produce, che solo per citarne uno (e che va verificato con la persona!) è l’inadeguatezza al poter controllare, ad avere sotto controllo, al gestire, a dirigere. Ne sai qualcosa?
Spero che tutte queste informazioni non vi abbiano fatto girare la testa!
A presto. FP