Cito testualmente (1): “E’ sorprendente osservare la complessità della struttura di certe proteine che dovrebbero svolgere funzioni semplici, come per esempio quelle che sono incorporate nella membrana cellulare e che controllano il passaggio di ioni di sodio (Na+) dall’ambiente esterno all’interno della cellula. Perchè hanno una struttura così complicata se devono attuare una funzione così semplice? “
“Penso che la complessità che ci sembra eccessiva serva a svolgere quei ruoli importanti di comunicazione e controllo necessari per il coordinamento generale della cellula”.
Ovvero, cosa ci sta dicendo qui Federico Faggin? Che i processi biochimici che osserviamo a livello cellulare sono solo una minima parte dei processi informatici complessi che la cellula compie per controllare non solo il suo funzionamento, ma quello di strutture gerarchiche più ampie. Sapete il detto ‘non si muove foglia che Dio non voglia?’, ebbene non può esistere processo che avviene nel corpo in un punto che l’insieme totale non ne sia a conoscenza.
Questo può avvenire considerando che la cellula vivente necessita di:
- materia: ovvero ingloba ed espelle sostanze che servono da materiale da costruzione
- energia: combustibile che serve alla cellula per portare avanti i processi interni
- informazione: elemento semantico, ovvero il significato personale/privato sperimentato dall’organismo rispetto all’esperienza che vive
Questa complessità cellulare è necessaria per decodificare l’aspetto di significato; quando l’evento significativo è emozionalmente importante, quello che nelle leggi biologiche si chiama shock emozionale, l’informazione viene ricevuta dal sistema biologico e specificatamente agirà su alcuni tessuti e non in altri; se l’evento sarà particolarmente lungo o intenso produrrà sintomi che chiameremo malattia.
Questo aspetto informatico della cellula è una proprietà non-algoritmica della cellula, ovvero non emerge ne dal suo hardware ne dal suo software e può controllare l’aspetto meccanico del corpo. Da dove emerge? Dalla ‘sostanza’ fondamentale di cui tutto è ‘fatto’: la coscienza.
(1) Irriducibile – F. Faggin